Sentiero Orte - Palascia

Masseria Orte - Faro della Palascia Otranto

DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE

L’itinerario si sviluppa a sud di Otranto in un’area, compresa tra due promontori dominati a Nord da Masseria Orte e Torre del Serpe e a Sud dal Faro della Palascia, che presenta una vegetazione a macchia bassa, gariga e aspetti di vegetazione substeppica. La vegetazione a macchia è prevalentemente costituita dal Salvione giallo (Phlomis fruticosa) insieme con i Cisti (Cistus creticus, Cistus monspeliensis, Cistus salvifolius), il Rosmarino (Rosmarinus officinalis) e il Timo arbustivo (Thymus capitatus). Nell’area sono presenti alcune stazioni del raro cardo-pallottola vischioso (Echinops spinosissimus), dai caratteristici capolini sferici di colore ceruleo: una specie a distribuzione balcanica nota in Italia solo nel Salento e in Sicilia orientale. Tra le pietraie prossime al mare, insieme al comune Acanto spinoso (Acanthus spinosus) è presente un altro preziosismo floristico individuato di recente, il raro Vincetossico adriatico (Vincetoxicum hirundinaria adriaticum), anch’esso di areale transadriatico. Nell’area è molto comune l’Erba di San Giovanni crespa (Hypericum triquetrifolium), specie tipica degli incolti aridi, assai diffusa nel Salento.

Procedendo verso Sud si incontra Capo d’Otranto (Punta Palascia) in uno scenario costiero dominato dal Faro oggi sede di un Osservatorio su Ecologia e Salute degli Ecosistemi Mediterranei e di un Museo gestiti dall’Università del Salento. Il sito è particolarmente interessante per la presenza di una ricca stazione di Fiordaliso nobile (Centaurea nobilis), una specie endemica del Salento ed esclusiva del tratto costiero roccioso che si estende da Otranto a Leuca. Fra le interessanti presenze floristiche dell’area si possono citare specie come la Cerere uniaristata (Aegilpos uniaristata), l’Ipocisto rosso (Cytinus ruber), specie di aspetto carnoso, di colore carminio, parassita del Cisto di Creta (Cistus creticus), l’Euforbia arborescente e il Raponzolo meridionale.

Dal punto di vista vegetazionale meritano particolare rilievo la macchia bassa a Quercia spinosa dai tipici cuscinetti pulvinari modellati dal venti e le formazioni a Salvione giallo. Per l’aspetto faunistico, l’area è interessata da uno dei corridoi migratori principali del Mediterraneo, con passaggio in particolare di rapaci diurni, tra cui il Falco della regina, mentre i dirupi più inaccessibili ospitano talvolta il Falco pellegrino. Risalendo dalla baia dell’Orte si incontra un’ambiente spettacolare ed unico: un laghetto all’interno di una vecchia cava di bauxite. La cava di Otranto fu scoperta negli anni ’40 e per tutti gli anni ’60 e fino al 1976, anno in cui l’attività fu chiusa, la bauxite veniva estratta, lavata e imbarcata dal porto di Otranto, diretta a Marghera. Oggi il laghetto rappresenta una esigua falda freatica sospesa drenante i depositi permeabili dall’area circostante. Il livello di base impermeabile è rappresentato dalla stessa bauxite mista a terra rossa.

Per quanto riguarda i beni storico-architettonici, la Masseria dell’Orte è costituita da un insieme di edifici di varia epoca che si articolano intorno alla torre centrale ad un piano a base quadra scarpata, con all’interno un unico ambiente con pilastro centrale e quattro volte a vela. Sulla strada provinciale che da Otranto serve Porto Badisco un lungo viale alberato e una distesa di pascoli segnalano San Nicola di Casole, monastero italo greco i cui ruderi inclusi nell’omonimo complesso masserizio. Fondata nel 1099 da Boemondo principe di Taranto e di Antiochia, l’abbazia era famosa per la grandiosa biblioteca, una delle più ricche del mondo occidentale. Qui visse il monaco Pantaleone, l’autore del mirabile mosaico della Cattedrale d’Otranto. La decadenza iniziò all’epoca del martirio di Otranto nel 1480 con la progressiva dispersione del patrimonio in essa compreso. Attualmente degli antichi splendori rimangono alcuni fasci di colonne gotiche che inquadravano transetto ed abside. Da ammirare la strada lastricata che portava all’Abbazia dall’abitato di Uggiano .

INFO SUL SENTIERO

  • CODICE SENTIERO

    A1

  • COMUNI INTERESSATI

    Otranto

  • PARTENZA

    Masseria Orte

  • ARRIVO

    Faro della Palascia

  • LUNGHEZZA

    5512 Metri

  • ALTITUDINE

    Massima: 84m – Minima: 2m

  • TEMPO

    2 ore e 30 minuti

  • MODALITÀ

    A piedi – Mountain-bike

  • DIFFICOLTÀ

    Escursionistico

  • INTERESSE

    Naturalistico – Geologico – Storico

    Geomorfologico – Paesaggistico

MAPPA

Traccia del percorso con punti di interesse e grafico altimentrico.

Scorri con il mouse sul grafico per evidenziare i punti del percorso

COME ARRIVARCI

Dalla SS275 Maglie-Leuca, a Maglie si svolta a destra uscita Otranto; si percorre la SS16 Maglie-Otranto fino al Porto di Otranto; dalla rotatoria del Porto si imbocca la strada in direzione Santa Cesarea Terme e si svolta subito dopo a sinistra per Via Orte.

DESCRIZIONE DEL SENTIERO

L’inizio dell’itinerario è localizzato nei pressi di Masseria Orte a Otranto (LE). Lasciato il parcheggio ci si dirige verso la costa retrostante la Masseria in direzione Est, dove è ancora visibile il basamento in calcestruzzo di un bunker della seconda guerra mondiale. Costeggiando il litorale e attraversato un nucleo di rimboschimento a Pino d’Aleppo si risale verso il laghetto della vecchia Cava di bauxite, se ne segue il bordo alto 20m rispetto alla superficie dell’acqua per poi attraversare una grande pineta e una serie di canaloni coperti di macchia. Si prosegue poi lungo il sentiero parallelo alla strada comunale Croci fino alla località “i Cameroni” (attraversando la strada provinciale si possono raggiungere i ruderi dell’Abbazia di San Nicola di Casole), quindi parallelamente alla strada provinciale Otranto-Porto Badisco in cima alla falesia fino alla rampa che, da quota 82 metri (piano strada litoranea), scende al faro di Capo d’Otranto.

STATO DI MANUTENZIONE

L’itinerario non è individuato da segnaletica di tipo veicolare posizionata lungo le strade percorse da veicoli non è attrezzato con segnaletica verticale mentre la segnaletica orizzontale consiste di segnavia al suolo al lato del sentiero con vernice rossa su massi. L’itinerario si presta interamente alla funzione di barriera antincendio e alla contemporanea fruizione eco-turistica dell’area Parco.

FRUIBILITÀ PER DIVERSAMENTE ABILI

L’itinerario non è proponibile a diversamente abili in carrozzina a causa dell’irregolarità del fondo e alla notevoli pendenze del percorso.

ALTRE INFO

  • SERVIZI ACCESSORI PRESENTI

    • Area attrezzata con camper service, bagni e docce calde Oasy Park (Porto di Otranto);
    • IAT Informazione Accoglienza Turistica (Castello di Aragonese di Otranto);
    • Scuba Diving, Otranto Sub, Diving Paradise;
    • Porto di Otranto, Lega Navale (Porto di Otranto), Pro Loco di Porto Badisco, Legambiente (Castello Aragonese di Otranto);
    • Osservatorio e Museo del Faro della Palascia.
  • STRUTTURE RICETTIVE A SERVIZIO DEGLI UTENTI

    • Hotel Palazzo Papaleo,
    • Hotel Valle dell’idro,
    • Agriturismo Tenuta S. Emiliano,
    • Maneggio Masseria Tumara,
    • Albergo Masseria Panareo,
    • Hotel Masseria Bandino,
    • Hotel Ristorante Tenuta il Gambero,
    • Campeggio Idrusa (Otranto).

VUOI EFFETTUARE QUESTO SENTIERO?

CONTATTACI
1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *